La responsabilità personale e il potere di cambiare

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images (3)La responsabilità è il nucleo del cambiamento individuale e collettivo. Detta così sembra un pò complicata   eppure il meccanismo è molto semplice: se non accettiamo le responsabilità non possiamo sviluppare e manifestare alcun potere personale consapevole. Nella società moderna però si tende sempre di più a collettivizzare la responsabilità delle scelte e delle conseguenze. Sempre più spesso si sente dire: un pò per moda, un pò per sembrare buoni, un pò per fare i superiori: “Non è colpa sua, è colpa della società/ famiglia/ istituzioni/ collettività/ destino!

Questo pensiero, che può essere in parte condivisibile, va però osservato con più attenzione perchè se da un lato “pacifica” dall’altro indebolisce; Ora facciamo un esperimento e proviamo ad usare parole diverse: “Non è responsabilità sua, è responsabilità della società“. Ora riuscite a vedere la differenza? Esatto! Non si tratta più di trovare un colpevole da punire, ma di trovare chi ha prodotto il risultato attraverso una scelta. Questo può permetterci di riconoscere  senza timore le responsabilità di ognuno.

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Certamente nelle scelte personali di ciascuno incidono molti fattori, tra cui alcuni ambientali, che possono influenzare ; Certamente possono “succedere tragiche fatalità”; Certamente può darsi che da questa o quella esperienza si DEBBA passare e che veramente l’unica cosa in nostro potere sia decidere come reagire ad essa. Non possediamo sempre una consapevolezza così alta da comprendere i “percorsi dell’anima”. Molti di noi hanno vissuto contesti estremamente difficili, ma non tutti hanno fatto le stesse SCELTE e hanno prodotto le stesse conseguenze. Nessuno di noi ha “colpa” ma ciascuno di noi ha responsabilità. Il più delle volte la nostra vita è fatta di scelte e microscelte che sono del tutto in mano nostra.possiamo scegliere.

L’operazione di de-responsabilizzazione certamente toglie il peso di aver commesso un errore ma toglie anche la dignità di averci provato e sopratutto  toglie il potere di cambiare le coseSe infatti la persona non ha il potere di fare “succedere” le cose, come potrebbe mai avere il potere di cambiarle.

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Socialmente una persona deresponsabilizzata è come un bambino: è facile da manipolare, tanto, vadano come vadano le cose “non è mai responsabilità mia”. Ma sopratutto è una persona passiva, che non riflette, non prende decisioni, non fa scelte, non produce cambiamenti e non impara dalle proprie esperienze o da quelle altrui. Se vogliamo imparare dalle nostre esperienze, dobbiamo ammettere di aver fatto le scelte che le hanno prodotte.


Nella responsabilità quindi sta anche il nostro potere. 
Quando scegliamo di assumerci la responsabilità  delle nostre scelte, passate e presenti, e dei loro risultati,  riconosciamo di avere in mano il volante della nostra automobile / vita. Così possiamo diventare guidatori consapevoli: faremo errori comunque ma saremo più attenti alla guida e quando sbaglieremo cercheremo di imparare. Questo è uno dei pensieri più illuminanti di Louise Hay.  Pensiamo ai fatti di cronaca come alle nostre scelte passate. Veramente non  si poteva fare alcuna altra scelta? Veramente le persone coinvolte non hanno contribuito in alcun modo a questa situazione? Di fronte ai comportamenti autodistruttivi, alla violenza, ai gesti estremi, agli eccessi di fiducia, alla creduloneria, alle furbizie finite male, è sempre e solo “colpa” di qualcun altro, nessuna possibilità di scelta?

Potere-personaleRiconoscere la responsabilità ci ricorda che abbiamo il potere di scegliere e che anche gli altri hanno lo stesso potere. E’ incredibile il potere “terapeutico” che si nasconde nel riesaminare gli eventi della propria vita e domandarsi: potevo fare diversamente? come? che consapevolezza /strumento mi mancava  in quella situazione per fare una scelta diversa? l’ho sviluppato? posso svilupparlo? Quando incominciamo questo lavoro comprendiamo che nulla succede A NOI ma tutto succede(e lo facciamo succedere) PER NOI,  per la nostra consapevolezza.

Giancarlo Rabericati
Formatore, insegnante Louise Hay dal 1998

 

Louise Hay i miei 20 anni da insegnante

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Ci sono poche insegnanti che abbiano cambiato la mia vita come Louise Hay. Ho conosciuto la sua  tecnica nel 1996 attraverso gli articoli su una rivista new age dell’epoca. Fin dalle primissime letture ho sentito che questo metodo era in grado ci cambiare il mio stato emotivo. Ero un ragazzo di 22 anni e avevo già studiato yoga, buddismo, i primi principi di induismo, leggevo di Teosofia, Jung;  tutto era validissimo ma non riusciva a dare sollievo alle mie emozioni come le poche righe di Louise Hay che leggevo ogni mese. Comprai così “Puoi guarire la tua vita” Edizione Armenia e fu un grande amore, lo divorai e subito dopo mi buttai su “Il potere è in te”. Ogni giorno praticavo gli esercizi allo specchio, le affermazioni di Louise Hay e ascoltavo le meditazioni; qualcosa cambiava dentro di me ogni giorno: la rabbia cedeva il passo alla serenità, il pessimismo alla fiducia. Mi iscrissi così al primo corso Louise Hay “Ama te stesso Puoi guarire la tua vita” e qualcosa cambiò nel mio sistema. Fu l’inizio di un percorso inarrestabile: 10 corsi base, due avanzati, tutti i monotematici, le sessioni individuali, tutta la bibliografia possibile in due lingue e poi la  formazione insegnanti  nel 1998 che delineò la mia vita intera.  Oggi insegno il metodo L.Hay da 20 anni, la mia vita non è perfetta, non è esente dalle difficoltà umane, dai piccoli grandi sconforti, però posseggo una forza ed una fiducia impensabili quando incominciai. Ho imparato come amare, accogliere e lasciare andare le mie emozioni, come amare il mio corpo, ho imparato a vivere le relazioni con serenità, a lasciar andare. Per un “guerriero” come me, che non mollerebbe mai, imparare a lasciar andare ha significato la salvezza fisica e mentale. 

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In tutti questi anni ho perso il conto dei corsi, degli articoli, delle conferenze tenute in tutta Italia ma ricordo ancora le prime con tutta l’eccitazione che ne veniva, le nottate passate a viaggiare  dopo la conferenza per raggiungere la città e la sala conferenze successiva. Ho anche incominciato a dimenticare in parte i visi, un principio di prosopagnosia che ho accettato con amore, perchè anche se a volte non riconosco i visi dei miei studenti (e a volte neanche degli amici), non dimentico mai le loro storie e bastano poche parole per ricordarmi di loro. Nemmeno l’artrite mi ha fermato, ci metto solo di più ad alzarmi dal cuscino durante le lezioni, questa forza che nasce da dentro, è una forza amorevole che ti muove quando ami ciò che fai, è la forza di cui parla Louise e che ciascuno di noi può sviluppare.

Il metodo Louise Hay è molto più profondo di come sembra e negli anni ho potuto scoprirne i lati meno conosciuti e passarli ai miei studenti. L’importanza del non attaccamento, della fiducia nella giustizia della vita, del lasciarsi guidare, dell’amare anche le proprie ombre, i lati meno “fighi” di ciascuno di noi.

Ho scoperto anche che potevo tranquillamente ammettere i miei “difetti” senza che questo mi rendesse vulnerabile e che anche le emozioni più “tossiche” come la rabbia potevano essere trasformate in altro. Ho imparato che se qualcuno dice di no a una cosa che propongo non sta dicendo di no a me; Ho imparato che se qualcuno dice di no a me non posso farci nulla: non possiamo costringere gli altri ad amarci ma è importante non mettere una maschera per essere amati.

In 20 anni ho potuto vedere come le teorie di Louise Hay si sposano con moltissime altre tecniche: dal respiro consapevole del Rebirthing o di Vivation, al Reiki, dal Feng Shui alla comunicazione non violenta. Il metodo Louise Hay ti cambia, ti apre a nuove visioni, a nuovi orizzonti.

Quando Louise è mancata ho sentito qualcosa vacillare, negli anni l’avevo contattata sempre di meno però l’idea che fosse “sempre lì” mi dava sicurezza, con la sua dipartita ho imparato un’altra lezione: ho imparato a saltare senza rete.

Oggi non so cosa mi riserverà il futuro, magari altri 20 anni di insegnamento tra l’Italia e la Francia come faccio ora oppure aprirò un vivaio come ho spesso desiderato , non ha importanza, so che sicuramente l’Universo mi guiderà esattamente là dove devo arrivare per essere me stesso completamente. Quindi:”Grazie Louise Hay” dal cuore.

Giancarlo Rabericati- insegnante ufficiale Louise Hay dal 1998

 

 

Ama te stesso a Milano 23 Settembre

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Finalmente torna a Milano il corso base intensivo del metodo Louise Hay. Quanti di noi hanno letto il libro o addirittura tutti i libri di Louise e ancora hanno la sensazione di ottenere poco? A qualcuno è capitato di fare decine e decine di affermazioni ed esercizi su esercizi e finire sfiancato? Il lavoro con metodo Louise Hay non richiede ore ed ore di esercizio. Si tratta di un metodo pratico, semplice con cui delicatamente cambiare il proprio punto di vista su se stessi e sulla vita. Se fatte nel modo corretto le affermazioni non “rubano” più di due minuti al giorno, lo stesso dicasi per gli altri esercizi.

_6982822Louise Hay è stata una pioniera nel campo della crescita personale eppure non ha teorizzato nulla di originale ed incredibile, nei suoi libri dice: “i pensieri creano la nostra realtà” ed è così semplice e così vero; basta pensare a come i nostri pensieri nutrono le nostre emozioni (migliori o peggiori) e come esse poi influenzano il nostro comportamento. Eppure Louise qualcosa di eccezionale l’ha fatto: ha trovato il modo di  rendere consapevole questo processo e di utilizzarlo a nostro vantaggio. Ha trovato il modo di trasformare questa teoria in esercizi semplici, facili, alla portata di tutti e veloci.

Perchè dunque frequentare un seminario quando ci sono decine e decine di libri di Louise Hay in ogni libreria? Perchè sui libri non c’è tutto. Non ci sono molti esercizi pratici, nei libri non c’è un insegnante con anni di esperienza che ti possa mostrare come svolgere gli esercizi nel modo migliore, perchè in un corso puoi tirare fuori le tue emozioni in tutta sicurezza e scoprire che non sei solo.

Il corso base ti aiuta a programmare un percorso individuale per poter ottimizzare l’impegno ed ottenere  risultati, passare da ore ed ore di esercizi per ottenere poco a 3 minuti al giorno veramente efficaci 🙂

Se sei interessato a lavorare insieme e portare il metodo Louise Hay nella vita reale, a farlo diventare uno stile di vita , un modo di pensare e di sentire ti aspettiamo il 23 settembre a Milano vicino alla stazione Garibaldi per un meraviglioso giorno di corso insieme. informazioni a gian@louisehayitalia.org oppure in segreteria al 32714283876

 

Costruire relazioni efficaci (e liberarsi di quelle no)

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20-maggio1.jpgOgni giorno ci relazioniamo con migliaia di persone e grazie ai social oggi come oggi questo trend è in continuo aumento. Questa “vicinanza” può generare molti attriti, molta confusione e porta a galla le nostre più recondite paure ed aspettative. Lavorare sulle relazioni significa riscoprire prima di tutto la relazione con se stessi, con i propri lati più luminosi e più oscuri. Far pace non solo con le proprie parti più socialmente benviste ma anche con quelle più fraintese e fraintendibili.

Quando veramente incominciamo ad amare noi stessi l’opinione degli altri perde interesse e così restano in vita solo le relazioni significative. Molti vivono solo per compiacere gli altri o per essere compiaciuti dagli altri. Dicono sempre di sì perchè temono che gli altri li giudichino cattivi. Ma cattivi in base a quali parametri? in base a quale metro? Se tutti noi giudicassimo coloro che non fanno quello che vogliamo noi “cattivi”, allora non si salverebbe nessuno. Infatti siamo in una realtà sociale in cui il conflitto è quotidianità.
black-woman-taking-selfieIn un’epoca in cui l’immagine è “tutto” alcuni non sono nemmeno più in grado di avere una vita “non social” e non estetica. Tutte le loro aspettative sono raccolte e in selfie e follower. Questo è un vero peccato perchè palesa il profondo disamore per se stessi. Quando ci si ama davvero non si ha bisogno che gli altri ci diano conferme, ci dicano: “bravo”, “bene”, “sei bella/o”, quando ci si ama davvero non ci interessa che gli altri ci “benvedano”, che siano daccordo con noi, che ci affibbino un like. Tuttavia  nella società moderna questa fortissima pressione spesso ci svia dalla nostra autenticità- Diventiamo così “desiderabili a tutti i costi” diciamo di si quando pensiamo no, curiamo maniacalmente il nostro aspetto o, al contrario, quando i comportamenti degli altri non ci piacciono non esitiamo a criticare e persino offendere.
Quando il comportamento di qualcuno non ci piace e ci rendiamo conto che, nonostante tutti gli sforzi, non riusciamo a comprenderlo ed accettarlo limitiamoci ad allontanarci, con garbo, senza necessariamente esprimere opinioni che possono ferire il nostro interlocutore. In fondo è una nostra opinione. Allo stesso modo quando gli altri ci offendono riconosciamo che è una loro opinione, la loro visione del mondo e non diamogli peso. Nelle relazioni di coppia la vicinanza è ancora maggiore e questo ingigantisce gli attriti e le incomprensioni(ma anche le gioie). Abbiamo bisogno di imparare a tenere a bada le nostre aspettative; la persona che abbiamo davanti ha una storia e un suo modo di amare, possiamo rendere palesi le nostre istanze ma non forzare o ricattare l’altro perchè faccia “come vogliamo noi”. Allo stesso modo non possiamo accettare di venire a patti oltre la nostra natura  solo per essere amati. L’amore non ha condizioni, la relazione si, se queste condizioni sono incompatibili è bene essere sereni e lasciar andare. Può essere un grande dolore ma è meglio di un dolore quotidiano per anni ed anni. L’amore,nonostante tutte le romanticherie che si leggono spesso, non basta. Se i caratteri sono diversi, le direzioni sono diverse, le priorità sono diverse la relazione non ingrana, abbiamo bisogno di accettarlo.
fare per sceltaAnche nelle amicizie e nelle collaborazioni si innescano possibili incomprensioni. Alcuni lati dei nostri amici ci piacciono, altri no. Domandiamoci se  veramente questi lati sono intollerabili e perchè. Domandiamoci se  possono servirci per guarire qualcosa. Infine domandiamoci se veramente questa compagnia ci fa crescere. Personalmente ho imparato che, quando la persona con cui ho a che fare non mi muove nulla, non mi fa riflettere, non mi fa stare bene, parla di argomenti che non mi interessano o ha comportamenti che sono contrari ai miei principi e valori, allora ha più senso allontanarsi in rispettoso silenzio, la mia opinione non conta. La persone non si possono cambiare, cambiano loro da dentro quando sono pronte

Durante il corso apri il tuo cuore impariamo a evitare le persone tossiche; sono quelle persone che con modalità diverse ci allontanano dai nostri principi: possono essere manipolatori, ricattatori emotivi o prepotenti, possono essere al contrario fascinosi e seduttivi. Abbiamo bisogno di riconoscere queste persone il prima possibile e metterle fuori dalla nostra vita.Non importa se saremo disapprovati, non importa se sentiremo la mancanza, non importa se tutti ci disapproveranno dicendoci” ma è così carina”. Noi sappiamo: con loro la nostre energia scende, gli argomenti di cui parliamo non sono”nostri”, proviamo un senso di costante fastidio o dobbiamo morderci la lingua per non sbottare. Al mondo ci sono 6 MILIARDI  di persone, possiamo lasciare che queste trovino qualcuno che è più congegnale a loro e scegliere per noi persone più adatte.

Durante il corso impariamo anche quali sono le nostre credenze sulle relazioni, su noi stessi, sull’amore, su uomini e donne, sul sesso..perchè queste credenze sono i mattoncini che costituiscono i nostri rapporti: se non funzionano vanno sostituite.

Amiamoci davvero, scegliamo quali relazioni costruire e come. Il nostro amore, la nostra compagnia, sono preziosi, scegliamo con chi condividerli. 

Per chi fosse interessato a sperimentare il corso, la prossima data è il 20 Maggio a Milano info a gian@louisehayitalia.org

Respirare per cambiare

respiro-libero.jpgDa quanto tempo non fai un respiro profondo? non respiri con tutto il petto, quasi sospirando? da quanto tempo non provi quella sensazione meravigliosa delle spalle che si rilasciano quando espiri e del petto che si apre e si riempie pienamente mentre inspiri?Respirare è  la principale delle nostre 4  funzioni vitali (possiamo passare settimane senza mangiare , ore senza bere o dormire ma non possiamo stare più di dieci minuti senza respirare). Il respiro è quanto di più vitale e naturale: attraverso di esso espelliamo quasi il novanta per cento delle tossine in circolo nel nostro organismo e la sua funzionalità è essenziale per il buon funzionamento di tutto l’organismo.

Eppure almeno la metà di noi  non respira in maniera adeguata nè corretta, al punto che si calcola che la maggior parte delle persone usi al massimo il 60 per cento delle sue capacità respiratorie.
Questo avviene perchè respiro ed emozioni sono in stretta connessione, quando proviamo un emozione intensa il respiro è la prima cosa che cambia sia nel ritmo che nella profondità  cosicchè se proviamo sentimenti di paura, tensione, ansia per molto tempo, lentamente il nostro sistema respiratorio si modifica stabilmente e si autolimita.

Sarà capitato sicuramente anche a te di provare un senso di oppressione al petto, di costrizione o di fame d’aria nei momenti più stressanti della tua vita e di renderti conto che in realtà non stai respirando pienamente.Le conseguenze di questa involontaria autolimitazione si manifestano in molti modi :una minore ossigenazione ed eliminazione delle tossine  ,maggiori difficoltà nel superare lo stress,tensione, nervosismo, mancanza di serenità, debolezza, mancanza di volontà e costanza e in generale una diminuita vitalità.

La respirazione nella storia e nelle culture

Un fenomeno interessante riguardo alle tecniche di respirazione consapevole e’ che esse hanno origini antichissime e che tutte le
culture sia orientali che occidentali vi hanno sempre prestato la massima attenzione.
Si usa il respiro nelle tecniche yoga del Pranayama, nelle tecniche  sufi ; usavano il respiro consapevole gli sciamani del nord america e quelli  siberiani e anche i monaci cristiani elogiavano le virtù e le proprietà di una respirazione consapevole e piena.
Anche in tempi moderni la psicologia e la medicina hanno dato ampio spazio all’utilità di un adeguata modalità respiratoria valutandone i benefici effetti sia sul piano fisico che su quello emotivo e mentale attraverso discipline come il training autogeno (in cui si usa anche il respiro come veicolo per il rilassamento profondo), o la respirazione olotropica E ancora più recentemente con tecniche come Vivation, Transformational Breath o il più noto Rebirthing.

Perché sviluppare il respiro consapevole:

  La respirazione consapevole include molti vantaggi su diversi piani.  E’ una tecnica molto semplice e naturale che è possibile utilizzare in ogni momento ed in ogni luogo,inoltre non interferisce con le normali attività e porta benefici che si sentono a lungo nel corpo: dedicandosi anche solo dieci minuti alla respirazione consapevole ogni giorno si può aumentare il volume delle propria respirazione fino al 30 per cento in poche settimane.respirazione consapevole

I VANTAGGI:

L’ottimizzazione del sistema respiratorio comporta

Sul piano fisico:

  • una migliore ossigenazione dei tessuti
  • una maggiore disintossicazione
  • un massaggio naturale degli organi interni che ne ottimizza la funzionalità riattivandoli
  • minore incidenza delle somatizzazioni
  • minore incidenza dei sintomi fisici di ansia e depressione
  • maggiore vitalità e una diminuzione della stanchezza cronica
  • sonno più profondo e maggiore facilità ad addormentarsi (respirando nel modo giusto alle ore giuste)
  • maggior resistenza fisica

Sul piano mentale ed emozionale la respirazione consapevole comporta:

  •  maggiore lucidità mentale e  capacità di concentrazione (per effetto della disintossicazione)
  •  maggiore capacità di gestire situazioni di tensione senza perdere il controllo,
  •  maggiore serenità
  •  marcata diminuzione dello stress con tutti i suoi sintomi tipici,
  •  maggiore vitalità ed energia a disposizione,
  •  maggior resistenza all’affaticamento mentale
  • abbandono dei pensieri circolari
  • capacità di pensare in maniera originale (out of the box)

Inoltre aiuta a  :

  •  Sviluppare maggior apertura agli altri ed alla vita,
  • Sviluppare Maggior flessibilità su tutti i piani
  •  Aumentare la capacità di introspezione e di centratura durante le pratiche meditative
  •  Superare i traumi del passato e ad abbandonare le “cattive abitudini” (è usato per facilitare l’abbandono delle dipendenze)
  •  Ritrovare la  voglia di fare e di vivere
  • Gestire le ansie sociali
  • Gestire l’agressività e gli scatti d’ira con gli altri

Il corso

Se sei interessato a scoprire in anteprima i vantaggi e l’efficacia della respirazione consapevole o breathwork il prossimo appuntamento utile è il 15 Aprile a Milano. Avrai la possibilità di frequentare due corsi di quattro ore l’uno (oppure uno solo dei due.mattina o pomeriggio). Si tratta di u\n ottimo modo per scoprire il potere del respiro e quanto può fare per noi. Il corso di respirazione consapevole  prende in considerazione sia la storia del respiro che le conoscenze tecnico- scientifiche ad esso connesse,utili e necessarie per una buona applicazione.
Ampio spazio è dato all’esercizio pratico sperimentando varie tecniche di respirazione consapevole da Vivation a Transformational Breath.
L’intera giornata e’ strutturata in due corsi intensivi di  4 ore l’uno. Si può fare solo mezza giornata o partecipare a tutti e due i corsi.

Impareremo l’applicazione del respiro in diversi ambiti: per gestire lo stress, per fare pace con le emozioni, per lasciar andare, per rilassarci prima di dormire, per fermare il carosello dei pensieri. E sperimenteremo insieme una sessione intensiva di respirazione consapevole con cui aprirsi al modo e rimettere in movimento il nostro sistema energetico. Per ognuno dei due corsi è prevista una sessione completa.
L’obbiettivo principale e’ far sperimentare al partecipante la respirazione consapevole ed i suoi vantaggi immediati sotto un accurata supervisione e fornire tutti gli strumenti necessari per poter operare in completa autonomia fin dalla fine dello stage.Si potrà sperimentare la capacità di rilassamento e rigenerazione di queste tecniche così semplici ed efficaci in un contesto sereno e rilassato.

Se sei interessato a partecipare a questa giornata scrivi a gian@louisehayitalia.org

Allontanare critici, detrattori e manipolatori per tornare a vivere

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QuestionarioTutti noi abbiamo opinioni differenti e questo è un bene. Tuttavia spesso le persone utilizzano le critiche per manipolare gli altri.  Una cosa è un’opinione, un’altra è una critica. “Non sono d’accordo”, “Penso che si potrebbe fare anche così” sono opinioni, “Stai sbagliando”, “Non sei capace”, “Non funzionerà” sono critiche e detrazioni. Se ci pensate bene siamo circondati da critici e detrattori, normalmente, con la scusa di fare il nostro bene, smorzano il nostro entusiasmo, ci instillano il dubbio, ci fanno sentire deboli o incapaci.  Qualche tempo fa discutevo con una persona che criticava aspramente una mia scelta. Quando gli dissi “scusa ma io non credo proprio di doverti rendere conto” la risposta è stata “tu sei una cattiva persona perchè io non avrei mai fatto così”, quando ho argomentato che “le persone possono comportarsi in molti modi diversi, non necessariamente come te l’aspetti tu e questo non significa che sia sbagliato e che le azioni non sono le persone” la replica è stata “no è come dico io, qualsiasi altro modo è sbagliato perchè io non farei mai così (quindi se non lo fai come dico io sbagli/sei cattivo)”. Questo spesso è il processo mentale dietro alla critica: il processo dell’aspettativa e del controllo.
Le persone che criticano spesso si aspettano che le cose siano fatte come dicono loro, quando dicono loro e secondo i loro dettami, questa rigidezza impedisce loro di accettare altre soluzioni ma, dal momento che non hanno il coraggio di ammettere le loro pretese ed i loro fallimenti, le trasformano in critiche. images (6)
A volte le critiche sono mascherate da commenti innocenti come: “sei troppo buono”
(sei stupido), “sei troppo fiducioso”( illuso), “sei troppo veloce” (sbaglierai di certo).
Alcuni critici invece non vogliono qualcosa da noi ma nutrono una scarsa autostima e pensano che, se avremo successo, loro sembreranno perdenti. 

Può capitare che le critiche siano molto pesanti al punto da diventare uno strumento di manipolazione, se incominciamo a credere troppo al “critico” finiremo in suo potere. Possiamo accorgerci di essere stati ghermiti dal critico quando percepiamo un aumento della nostra insicurezza, della paura di sbagliare, quando sentiamo la sua voce nella nostra testa dire “non così. cosà”, quando ricontrolliamo le stesse cose migliaia di volte per paura di essere ripresi.
Se diamo al critico troppo potere e troppa dignità lui ci riporterà indietro nel tempo a quando la maestra impugnava la penna rossa per verificare il nostro compito in classe, la stessa tensione, il respiro sospeso in attesa della sentenza, ci farà diventare piccoli al suo cospetto. Questo rende il critico talmente potente che riuscirà a farci fare quello che vuole. Ci farà cambiare idea sulle nostre scelte di vita, ci farà sentire sbagliati quando ci prendiamo cura di noi e facciamo quello che vogliamo, se non lo allontaniamo finiremo per diventare il suo burattino.

Come gestirli:

Quando riconosciamo delle persone che si comportano così possiamo agire diversi “rimedi”, per lo più si tratta di cambiare i paradigmi di pensiero.
1)Le opinioni personali , per quanto emesse dalla persona più influente del mondo, non sono la  VERITA’. 
2)Possiamo essere disapprovati e vivere felici comunque. Non abbiamo bisogno dell’approvazione degli altri per essere felici, essere disapprovati non uccide.
3)Siamo noi che decidiamo cosa è importante e cosa non lo è, siamo noi che decidiamo cosa è più importante : la nostra felicità o l’approvazione altrui.
4)Non siamo costretti a stare zitti possiamo replicare “scusa, so che hai le migliori intenzioni, ma queste critiche non mi aiutano. Vorrei un pò di sostegno” 🙂
waving-lady5)Non siamo costretti a subire la presenza delle persone che vogliono controllarci e manipolarci, con garbo e poco alla volta possiamo sottrarci alla loro ingombrante presenza. Il mondo è pieno di persone, loro troveranno qualcun altro da manipolare e noi persone più capaci di sostenerci.
6)Scegliamo noi che emozione provare: nessuno può offenderci, farci arrabbiare, indebolirci se noi non lo permettiamo
7)Trasformiamo la critica in un consiglio: chiediamo, “quindi cosa mi consiglieresti di fare?” e vediamo cosa succede. SE non possiamo porre questa domanda  trasformiamo la critica in un’affermazione “sei troppo veloce” diventa “fai tutto col tuo tempo perfetto”; “fai sempre di testa tua” diventa “mi do il permesso di accettare consigli”, fai diventare le critiche un tesoro.
8)Non farti intimidire/spaventare: Spesso il manipolatore quando perde il controllo sulla sua “vittima” diventa aggressivo: “lo farò sapere al tuo superiore/tuo padre/il tuo compagno”, “Poi non venire da  me quando sei nella…”, “eggià tanto poi ci rimetto io”. Tenetevi il vostro potere, non abbiate paura di sbagliare, sbagliare non è fallire. Non c’è nulla di che vergognarsi.
9)Lascia andare!!! non rimuginare sulle critiche all’infinito, prendine atto e poi lasciale andare. Non sono la Verità, non sono una profezia, non sono ciò che tu sei. Succedono e restano nel passato se decidi di lasciarle la. Le critiche ci dicono molto di più sul critico che su te stesso.

Se sei interessato a imparare a lasciar andare, anche critiche detrattori e manipolatori, il prossimo corso è il 25 Marzo a Milano “Ama te stesso-il potere di lasciar andare” info a gian@louisehayitalia.org

un abbraccio

L’importanza di accettare il NO nella nostra vita

accettare noAmare se stessi significa anche sapersi assumere la responsabilità di non soddisfare le aspettative altrui e non vedere soddisfatte le proprie. Spesso chi legge i libri di Louise Hay o si affaccia alla crescita personale per la prima volta pensa da “bravo bambino new age”. Essere spirituali significa quindi essere sempre disponibili, fare quello che gli altri si aspettano da noi, approvare sempre tutto e tutti, giustificarsi, sopportare. Questo però è ben lontano dall’essere il nucleo autentico del metodo L.Hay e anche della crescita personale. Quando incominciamo ad amare noi stessi per davvero incominciamo a capire che ci sono cose che vogliamo fare e cose che non vogliamo fare, cose che ci piacciono e cose che no, incominciamo a riconoscere noi stessi come autorità ed incominciamo a fare i conti con la parola NO. Sia subendola che agendola. Le altre persone fanno spesso di tutto per farci sentire il colpa o manipolarci in modo che soddisfiamo le loro esigenze. Non è una questione di cattiveria ma di bisogno, più hanno bisogno che noi facciamo quello che desiderano e più sono insistenti e manipolatorie. Certo il no fa male, quando qualcuno dice di no a una nostra proposta dobbiamo fare i conti con il fatto che questa persona la pensa diversamente e con un’emozione a cui siamo poco abituati: la frustrazione. Allo stesso modo quando siamo noi a dire di no dobbiamo fare i conti con il senso di colpa che questo gesto può provocarci. La nostra società non educa al NO e così le persone si trovano a non saperlo gestire. C’è chi uccide la compagna o il compagno perchè se ne vuole andare, chi stalkera e minaccia la persona che gli piace, chi si vendica, chi si chiude nell’offeso mutismo, chi pretende spiegazioni, chi si mette nella posizione del superiore (tanto non mi interessava). Abbiamo bisogno di fare i conti col dolore che questo no ci anima e di comprendere da dove nasce. Quando è stata la prima volta che ci hanno detto di no? ci siamo sentiti rifiutati? abbiamo superato quel rifiuto?
vera naturaAllo stesso modo abbiamo bisogno di fare i conti con la disapprovazione che il nostro no genera: Quando è stata la prima volta che abbiamo “disobbedito” alle aspettative degli altri? cosa abbiamo provato? l’abbiamo superato?
Siamo 8 miliardi su questo pianeta, potete immaginare cosa succederebbe se tutti soddisfacessero le aspettative altrui sempre e comunque? Esatto: nessuno di noi vivrebbe la propria vita. Ci possono essere dinamiche o comportamenti che non capiamo o che non approviamo ma abbiamo bisogno di lasciarli andare. Cosa succederebbe se ricevuta una lettera di diniego per un colloquio di lavoro ci presentassimo in sede chiedendo spiegazioni? Immaginate la scena surreale: candidato: “lei deve dirmi perchè non mi avete assunto” -il selezionatore:” Mi perdoni ma a che titolo pretende questa informazione?” -Candidato:”Perchè lei me lo deve, perchè io sono venuto a fare un colloquio se no non siete seri” -Selezionatore:”Guardi molto semplicemente non era idoneo” Candidato:”Perchè non mi avete scritto per dirmelo eh? e in che senso? Tutte palle, bugiardi, me lo dimostri ora”. Vi pare surreale? immaginate se succedesse per ogni singola persona che viene rifiutata in un posto di lavoro. Che cosa impedisce che succeda tutto questo? Il fatto che abbiamo sviluppato socialmente la capacità di accettare il no e lasciar andare in quel contesto specifico. Il candidato evidentemente si identifica con il posto, non ha una struttura solida che gli permetta di riconoscere che il no non è una negazione del suo diritto di esistere o valere. Pensate a quanto spesso succede con gli amici o con i conoscenti: un invito a pranzo o cena, un diniego e dall’altra parte una reazione o di offeso mutismo o di supplica (come no? daii vieni) o  di manipolazione (perchè no? non ti piacciamo più? spiegami perchè non vuoi venire). E in amore? “Devi dirmi perchè non mi ami più , dimmelo e ti lascerò in pace”(ricatto) lei/lui:” non so perchè so solo che questa emozione si è spenta e non ti vedo più come prima” lui” ecco non sai dirmi perchè per cui non ti lascio, mi nascondi qualcosa!” eppure l’amore non è processabile, non si può spiegare perchè amiamo e perchè no..il perchè è solo una scusa per non lasciar andare. Molti dei fatti di cronaca nascono da questa incapacità di accettare e lasciar andare e, molto più in piccolo, molta infelicità quotidiana nasce  dalla stessa dinamica. Che cosa è stato perso di vista in questo gioco? La capacità di investire in se stessi e nella propria approvazione, il fatto che ciascuno di noi è l’unica autorità della sua vita, noi per noi, ciascuno per se stesso. Quando dipendiamo dagli altri, dalla loro approvazione ed ammirazione abbiamo costantemente bisogno di sentirci dire di si, di sentirci accettati, approvati ed a volte ammirati. Non possiamo accettare che le persone escano dal percorso comportamentale che noi, nella nostra mente, abbiamo tracciato per loro, dicendoci di no o disapprovandoci.

cambiare-opinioni-e-sentimenti.jpgOggi più che mai lasciar andare è fondamentale: lasciar andare le discussioni, i conflitti, i bisogni, le dipendenze, le aspettative, i torti e le ingiustizie. Persino molte guerre sarebbero assolutamente superate se chi governa e la popolazione fossero così maturi e consapevoli da accettare un  no e lasciar andare il passato per quanto ingiusto. Stare nell’energia della rivalsa, della manipolazione, della mentalizzazione e razionalizzazione estreme ci indebolisce. Oggi incominciamo a dire qualche onesto no e sentiamo come questo ci fa sentire,  rifiutiamoci di dare spiegazioni o di giustificarci o di scusarci, siamo liberi di dire no in ogni momento, impariamo a rispondere al perchè “perchè non voglio”. Questo è uno dei risultati di un lavoro autentico del metodo Louise Hay: prendersi il potere di dire no e di scegliere, prendersi il potere di accettare il NO e andare avanti , lasciando andare.

Un abbraccio e felice giornata del NO a tutti 🙂

Se siete interessati a sviluppare questa competenza vi aspettiamo il 25 Marzo a Milano al seminario intensivo L.Hay sul lasciar andare.Dalle 10.30 alle 18.30. info ed iscrizioni a gian@louisehayitalia.org.

Arrendersi non è fallire…

catene rotte

Spesso sento parlare molti motivatori in termini di resa=fallimento. In realtà arrendersi a volte può essere il miglior successo della propria vita. Pensate a cosa succede se non ci arrendiamo alla morte di qualcuno, a una separazione, a un licenziamento: rimaniamo nel nostro dolore, nel rancore, nella vendetta. Cerchiamo di “recuperare” posizioni, ci opponiamo, a volte perseverare è bene  ma a volte no. Arrendersi è un’istinto naturale quando la nostra sopravvivenza è in gioco, chi continuerebbe a tenere la fune legata al masso che sta affondando nell’oceano solo per dimostrare che è “coerente” o “coraggioso”? Eppure a volte il masso pronto a trascinarci nell’oceano è cammuffato da mille buone intenzioni. Non cediamo in una discussione perchè l’interlocutore deve capire che sta sbagliando e il suo errore è macroscopico e lo porterà a fare sciocchezze (e il nostro paese è allo sfascio per colpa di chi la pensa come lui diremmo ora in clima elettorale) eppure quante volte siete riusciti a convincere il vostro interlocutore? a che prezzo? con quanto tempo speso e quali emozioni raccolte? A volte dobbiamo ammettere che uno scambio di opinioni non può portare necessariamente a una visione comune. Questo succede quando uno dei due interlocutori non è interessato ad abbandonare la propria posizione nemmeno di un millimetro. Spesso poi le persone si identificano con le loro idee e così i conflitti diventano esponenziali: “non si sta più discutendo cosa penso io, si sta discutendo di me”.  In queste situazioni la persona sente messa in pericolo la sua stessa dignità e la sua identità e quindi non cederà mai.feeeedom3 A volte il masso si nasconde dietro ai grandi sogni :”non posso mollare ora, è tutta la vita che” oppure:”non posso lasciar andare questo progetto perchè…”, “devo solo tenere duro, un giorno”. Ogni nostro sogno ha diritto di essere investito, ogni tentativo di essere provato, abbiamo il diritto di sognare, desiderare, volere, provare e sbagliare. Abbiamo anche il diritto di decidere che abbiamo investito a sufficienza e che ora possiamo abbandonare quel sogno; Possiamo lasciare che la vita ci porti altrove, sicuramente verso il nostro reale (ed inaspettato) bene. La paura che la vita non abbia nulla da offrire ci porta a non fidarci a non lasciarci andare, a non arrenderci. Così restiamo aggrappati ai nostri progetti palesemente “morti” con un attaccamento insano; ci ammaliamo, ci intossichiamo, ci facciamo sfiorare dalle cose belle della vita senza coglierle e , se non molliamo, andiamo a fondo con il nostro progetto.

Anche l’amore e le idee romantiche sono un bel vestito per le nostre idee di attaccamento. Pensiamo che “dobbiamo salvare questa relazione”, “il nostro amore basterà per tutti e due”, “l’altro è quello giusto e non ne arriverà mai un’altro migliore”, “siamo destinati da vita a vita, è Karmico”, “senza di me /senza di lui non ce la posso fare”, “l’amore vero arriva una volta sola”. Queste e molte altre idee romantiche spesso nascondono la paura di restare soli, di sperimentare il dolore della separazione, la paura del giudizio degli altri, delle conseguenze economiche della nostra scelta. Restiamo così aggrappati a relazioni tenute in vita artificialmente, magari cerchiamo l’evasione con l’amante, magari conviviamo silenziosamente e intanto la vita scorre, il nostro cuore si indurisce e si svuota e la freddezza prende possesso di noi. Stiamo affondando nelle acque gelide dell’oceano diventando gelidi noi stessi.

Quando ci rendiamo conto che è stato tentato di tutto, che il frutto potrebbe essere costato talmente tanto da risultare amaro, abbiamo bisogno di lasciar andare. Certo non è semplice ne piacevole: paura, dolore, confusione verranno a farci compagnia ma, se restiamo nel processo, presto lasceranno il posto a nuove emozioni: eccitazione, curiosità, entusiasmo.
Abbiamo bisogno di fidarci della vita, di ricordarci che meritiamo il bene e che per ottenerlo dobbiamo imparare a mettere insieme la nostra volontà e le nostre aspirazioni con il naturale fluire  della vita stessa.

Come si incomincia a imparare ad arrendersi? Meditare è una buona tecnica, respirare anche (con la respirazione consapevole), per lasciar andare bisogna avere fede ed amore di sè: lavorate allo specchio con i metodo L.Hay: “io mi amo e mi accetto come sono, ora. Io merito il bene”

Lasciar andare, arrendersi alla vita spesso non è la fine, è l’inizio di ogni cosa buona.

Gian

Corso L.Hay:”Lasciar andare per vivere i propri sogni”

18 MARZO CORSO LOUISE HAY X WORDPRESSSpesso possiamo avere la sensazione di vivere “col freno a mano tirato”. Può trattarsi del passato che non abbiamo lasciato andare, di relazioni tossiche con partner, amici, famiglia o di convinzioni e abitudini limitanti,possiamo essere limitati dalle convinzioni instillate dalla nostra famiglia o dalla nostra società, possiamo essere depauperati dalle frequentazioni con persone che ci fanno sentire deboli o ci privano della nostra “energia” o ancora bloccati da paure e timori che ci “legano le mani” impedendoci di fare.Ci rendiamo conto non di rado che un’esperienza è conclusa ma non sappiamo come dire addio. Altrettanto spesso succede che le cose finiscano, le persone ci lascino o che perdiamo qualcosa e non riusciamo a darci pace. Frustrazione, dolore, rabbia, pentimento, senso di colpa finiscono per invaderci ed intossicarci. Tutti noi abbiamo catene invisibili che ci tengono legati e che assorbono la nostra energia vitale. In queste condizioni è impossibile creare un futuro sereno, ovunque andiamo, qualsiasi cosa facciamo queste emozioni finiranno per rovinare tutto e rovinarci. Quando abbiamo fiducia in noi stessi, nella vita, Quando accettiamo che il cambiamento sia la natura della vita stessa ecco che di colpo lasciar andare diventa più facile. In questo stato di “grazia” impariamo a lasciare che il passato riposi in pace. Quando finalmente il passato diventa tale possiamo ricominciare a sognare senza paura, a sperare, a credere. quando lascio andare viene.jpgPossiamo realizzare i nostri obbiettivi senza l’oppressione della paura del fallimento o di ripetere gli errori passati. Sappiamo che possiamo provare e che ogni volta “è una volta nuova” e completamente diversa dalla precedente. Il passato è un tempo limitato, non è per sempre. Quello che è successo non deve per forza ripetersi. Le Ferite possono guarire. Durante il seminario “Ama te stesso – il potere di lasciar andare” impareremo semplici esercizi per lasciar andare, spezzare i legami che ci impediscono di crescere e andare avanti, , cambiare punto di vista, accedere al perdono di sè e degli altri. Partendo dalle basi del metodo Louise Hay esploreremo i contesti ed i pensieri che ci limitano e scopriremo differenti modi di lasciarli andare. Il seminario Rompere le catene vivere i propri sogni è un corso teorico pratico per imparare a liberarsi di tutti quei condizionamenti e quei legami che limitano la nostra vitalità e realizzazione. Durante questo intenso percorso sperimenteremo numerosi esercizi pratici da fare quotidianamente per incominciare a spezzare questi legami e riprendersi la propria energia, ritornare a prendere le proprie decisioni liberamente, ad agire secondo i propri desideri senza preoccuparsi delle critiche altrui o di dover compiacere gli altri . Tra gli altri lavoreremo con autori come Phillis Crystal, Dorothy Lewis, Louise Hay, Bernee Brown, con visualizzazioni, esercizi scritti, gesti simbolici, rappresentazioni grafiche. Si ricorda che il corso non è un corso di medicina o psicologia e lavora sul piano emotivo, simbolico, sottile ed energetico. La quota è di 70 eu, il numero massimo di partecipanti è 20. Se sei interessato richiedi la scheda informativa dettagliata a gian@louisehayitalia.org

Corso Ama te stesso colori e numeri

Colori e numeri copertina

chi l’ha detto che il metodo L.Hay e in generale i corsi di crescita personale debbano essere noiosi? che si debbano riempire ciotole di lacrime in tutta seriosità?

Questo formato del corso Ama te stesso,colori e numeri si basa sull’omonimo libro “colori e numeri” scritto e pubblicato da Louise Hay negli anni 90.

Giancarlo Rabericati ne ha tratto un seminario di grande profondità che unisce i contenuti e gli esercizi fondamentali del metodo Louise Hay alla parte più inedita del lavoro di Louise: la numerologia e la cromoterapia. e se potessimo usare i numeri come simboli per accedere a contenuti nuovi?come strumento di riflessione? Se dipingere, decorare, colorare ci permettesse di scoprire un nuovo modo di riflettere e meditare? Nasce così Ama te stesso, colori e numeri: un corso in cui imparare i fondamenti del metodo con leggerezza, dando spazio a emozioni, creatività, riflessioni.

Una giornata per tornare a casa con una conoscenza approfondita del metodo Louise hay, esercizi quotidiani ed un programma annuale che quotidianamente può sostenerci nel cambiamento,: un calendario personalizzato, calcolato in base alla propria data di nascita con la numerologia secondo la visione di Louise Hay.

Vi aspettiamo il 28 Gennaio dalle 10.30 alle 18,30 info a :gian@louisehaytalia.org