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images (3)La responsabilità è il nucleo del cambiamento individuale e collettivo. Detta così sembra un pò complicata   eppure il meccanismo è molto semplice: se non accettiamo le responsabilità non possiamo sviluppare e manifestare alcun potere personale consapevole. Nella società moderna però si tende sempre di più a collettivizzare la responsabilità delle scelte e delle conseguenze. Sempre più spesso si sente dire: un pò per moda, un pò per sembrare buoni, un pò per fare i superiori: “Non è colpa sua, è colpa della società/ famiglia/ istituzioni/ collettività/ destino!

Questo pensiero, che può essere in parte condivisibile, va però osservato con più attenzione perchè se da un lato “pacifica” dall’altro indebolisce; Ora facciamo un esperimento e proviamo ad usare parole diverse: “Non è responsabilità sua, è responsabilità della società“. Ora riuscite a vedere la differenza? Esatto! Non si tratta più di trovare un colpevole da punire, ma di trovare chi ha prodotto il risultato attraverso una scelta. Questo può permetterci di riconoscere  senza timore le responsabilità di ognuno.

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Certamente nelle scelte personali di ciascuno incidono molti fattori, tra cui alcuni ambientali, che possono influenzare ; Certamente possono “succedere tragiche fatalità”; Certamente può darsi che da questa o quella esperienza si DEBBA passare e che veramente l’unica cosa in nostro potere sia decidere come reagire ad essa. Non possediamo sempre una consapevolezza così alta da comprendere i “percorsi dell’anima”. Molti di noi hanno vissuto contesti estremamente difficili, ma non tutti hanno fatto le stesse SCELTE e hanno prodotto le stesse conseguenze. Nessuno di noi ha “colpa” ma ciascuno di noi ha responsabilità. Il più delle volte la nostra vita è fatta di scelte e microscelte che sono del tutto in mano nostra.possiamo scegliere.

L’operazione di de-responsabilizzazione certamente toglie il peso di aver commesso un errore ma toglie anche la dignità di averci provato e sopratutto  toglie il potere di cambiare le coseSe infatti la persona non ha il potere di fare “succedere” le cose, come potrebbe mai avere il potere di cambiarle.

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Socialmente una persona deresponsabilizzata è come un bambino: è facile da manipolare, tanto, vadano come vadano le cose “non è mai responsabilità mia”. Ma sopratutto è una persona passiva, che non riflette, non prende decisioni, non fa scelte, non produce cambiamenti e non impara dalle proprie esperienze o da quelle altrui. Se vogliamo imparare dalle nostre esperienze, dobbiamo ammettere di aver fatto le scelte che le hanno prodotte.


Nella responsabilità quindi sta anche il nostro potere. 
Quando scegliamo di assumerci la responsabilità  delle nostre scelte, passate e presenti, e dei loro risultati,  riconosciamo di avere in mano il volante della nostra automobile / vita. Così possiamo diventare guidatori consapevoli: faremo errori comunque ma saremo più attenti alla guida e quando sbaglieremo cercheremo di imparare. Questo è uno dei pensieri più illuminanti di Louise Hay.  Pensiamo ai fatti di cronaca come alle nostre scelte passate. Veramente non  si poteva fare alcuna altra scelta? Veramente le persone coinvolte non hanno contribuito in alcun modo a questa situazione? Di fronte ai comportamenti autodistruttivi, alla violenza, ai gesti estremi, agli eccessi di fiducia, alla creduloneria, alle furbizie finite male, è sempre e solo “colpa” di qualcun altro, nessuna possibilità di scelta?

Potere-personaleRiconoscere la responsabilità ci ricorda che abbiamo il potere di scegliere e che anche gli altri hanno lo stesso potere. E’ incredibile il potere “terapeutico” che si nasconde nel riesaminare gli eventi della propria vita e domandarsi: potevo fare diversamente? come? che consapevolezza /strumento mi mancava  in quella situazione per fare una scelta diversa? l’ho sviluppato? posso svilupparlo? Quando incominciamo questo lavoro comprendiamo che nulla succede A NOI ma tutto succede(e lo facciamo succedere) PER NOI,  per la nostra consapevolezza.

Giancarlo Rabericati
Formatore, insegnante Louise Hay dal 1998

 

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