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images (39)“Sei troppo onesto/buono!”, “Non si fa cosi’!”,”Dai lo fanno tutti”, “Gli altri non lo fanno perchè tu si?”, “Si pensa ma non si dice”, “Devi imparare ad essere diplomatico ed adattarti”…quante di queste frasi vi risuonano? quante ne avete sentite in infanzia?

Molti di noi crescono in famiglie molto giudicanti, costantemente criticati, comandati e ricattati emotivamente (svilupperanno poi un carattere rigido), altri sperimentano questo tipo di pressione nelle istituzioni, scolastiche e non, altri ancora nel contesto sociale “sei strano, non ti vogliamo nel gruppo”.

Nel processo di sviluppo di ciascuno di noi esistono secondo Jung molte fasi ma due sono preponderanti : adattamento e individuazione. L’individuazione, in parole veramente semplici e semplificanti, è la capacità di riconoscersi,di  riconoscere le proprie istanze, il proprio sentire, i propri gusti , valori, principi e creare e alimentare la propria reale scala di valori e idea di giusto e sbagliato, per ritrovarsi e svilupparsi.

Dice jung in tipi psicologici:”Il concetto di individuazione ha nella nostra psicologia una parte tutt’altro che trascurabile. L’individuazione è in generale il processo di formazione e di caratterizzazione dei singoli individui, e in particolare lo sviluppo dell’individuo psicologico come essere distinto dalla generalità, dalla psicologia collettiva. L’individuazione è quindi un processo di differenziazione che ha per meta lo sviluppo della personalità individuale. La necessità dell’individuazione è una necessità naturale, in quanto che impedire l’individuazione, mercé il tentativo di stabilire delle norme ispirate prevalentemente o addirittura esclusivamente a criteri collettivi, significa pregiudicare l’attività vitale dell’individuo.

Per verso contrario, altrettanto utile è l’adattamento: la capacità di adattarsi a quelli  (valori, principi, linee guida) degli altri;dove per altri intendo  il sociale, le autorità, le autorità morali e religiose, la famiglia, lo stato, i gruppi di amici. Se avviene un processo di adattamento cosi’ forte da inibire una adeguata individuazione le norme individuali e con esse Il criterio di cosa sia giusto e sbagliato per noi, di cosa ci rende felici, e cosa ci fa crescere, maturare avvicinare al nostro vero nucleo, viene dimenticato e viene assunto quello collettivo.

Nella nostra società, grazie ai media la pressione per un totale adattamento a criteri collettivi assoluti di bene e male, tvgiusto o sbagliato è ormai costante: Modelli estetici, cose da fare ed avere per essere felici ( e se poi non lo sei , fai finta di esserlo perchè cosi’ fan tutti), obiettivi che devono essere necessariamente per tutti il significato di successo… ma dove finisce il nostro spirito quando ci “iperadattiamo”? dove finisce il senso vero della vita che è la conoscenza  di sè e la consapevolezza, quando siamo completamente bloccati nei binari che la società ha scelto per noi? Semplicemente di spegne e diventiamo marionette , automi che sono scollegati da se stessi e dal proprio sentire (altrimenti “sentiremmo” che le cose non vanno bene per noi), rigidi nel giudizio o al contrario super indulgenti con noi stessi e con gli altri.

Come possiamo opporci all’iper-adattamento e diventare o rimanere dis-adattati e felici? ecco alcune domande interessanti che possono aiutarci a recuperare coscienza di noi stessi.:

1) Lo voglio fare davvero? domandatelo, sempre quando stai per fare qualcosa. Chi vuole fare questa cosa? tu? la hippiesocietà? i tuoi amici?E’ qualcosa che Vuoi fare, per davero?

2)Elimina il devo/dovrei dal vocabolario: puoi sempre scegliere, le scelte hanno un prezzo, a volte molto alto ma hanno anche un guadagno: la felicità e la stima di sè. Sei sicuro di dover fare questa cosa? perchè dovresti farla? è vantaggiosa? certo ci sono cosa che è bene fare se vogliamo mantenere i servizi, ad esempio è bene pagare le bollette se vogliamo avere l’elettricità, ma ricordiamoci che anche questa è una scelta. Questo ci aiuterà a pagare con maggiore serenità invece di sentirci “derubati” o costretti. Impara a usare: “IO VOGLIO”,” IO POSSO”, “IO SCELGO”, “PREFERISCO”,”è UTILE PER ME”

3)Chi stai facendo felice?: Quando fai una scelta, quando compi un’azione a quale voce interiore stai obbedendo? è la tua che ti chiede di essere felice?è ancora quella dei tuoi genitori/insegnanti che ti dice che DEVI farlo?e’ quello del partner che ti dice che ti amerà  e sarà felice SE farai cosi’?quando lo fai poi ti senti felice per te stesso o per aver soddisfatto un’aspettativa?

modelli4)Molla i modelli: ok ci sono bellezze e bellezze.Va di moda  esser alti magri e perfetti? bene, tu sei perfetto cosi’, se le persone ti amano lo fanno per come sei, se devi cambiare per essere amato allora o non è amore o quello che ameranno alla fine non sarai tu. Ma chi l’ha detto che questa cosa, persona vestito devono piacere a tutti? Perchè un perfetto sconosciuto dovrebbe dirti come apparire? che ne sa lui di te?Nei giusti limiti di ciò che è sano come ti piaci?

5)Mode? no grazie! Tutti vogliono l’auto grossa, grassa, e coi ruotoni? Mi fa piacere ma a te serve? la vuoi?ti fa veramente felice? perchè la vuoi? pensi che varrai di più possedendola? quali sono i reali vantaggi che ne trarrai dall’averla?
Quell’abbigliamento è “cool” ma a te piace? ti senti bene con quegli abiti addosso? senti che rappresentino il tuo personale modo di essere? cosa dicono di te?è vero?
Quel locale/ristorante è decisamente richiesto ma è il posto dove vuoi andare tu? la cucina,il servizio ti piacciono?

6)Fatti una cultura: Le persone ignoranti hanno vuoti, i vuoti li riempiono con le idee, i gusti ed i valori degli altri e diventano manipolabili. Come un computer senza software, chiunque può programmarlo come vuole. Programmati TU!

7)Imparara a stare bene con stesso, Se fuggi da te stesso e hai BISOGNO di compagnia sarai sempre ricattabile, chiunque potrà minacciati di lasciarti solo o isolato se non aderisci a certi valori/comportamenti.

giusto sbagliato8)E’ giusto? Non in generale…PER TE è giusto? è vero? è sbagliato? perchè? Non accettare senza discriminare qualsiasi cosa ti dicano media e società. Per te questa azione è giusta? questo obiettivo è interessante? questa idea politica/religiosa/etica è valida? questo comportamento è rispettoso di te e dei tuoi valori?

9)Scegli le compagnie! tutti frequentano quella persona: bella, vincente di successo  ma a te piace? condividi le sue idee? ti fa stare bene? tu sei la migliore compagnia al mondo per te stesso,con quella persona ti senti meglio o peggio di quando stai da solo? Se credessi quello che crede quella persona o quel gruppo di persone che persona saresti? ti arricchiscono le loro idee? Diventiamo chi frequentiamo nel bene e nel male. tutti pensano significhi che dobbiamo frequentare vincenti per esserlo a nostra volta, ma forse sarebbe bene frequentare persone UMANE , indipendentemente dal loro status sociale, per ricordaci chi siamo e cosa siamo veramente.

10)Perfezione? no grazie! tutti siamo imperfetti e nella nostra imperfezione c’e’ la nostra unicità e c’è sempre margine di miglioramento. Quindi dimentica la perfezione, dimentica la perfezione (si lo ripeto) e sii TE STESSO, accetta di poter sbagliare ed essere felice ugualmente! 

11)Modellare un “vincente”.. avere un modello? anche no! Uno dei bullopeggiori falsi miti perpetrati da chi insegna  crescita personale a spanne è  “trovati un vincente e modellalo” (cioè in soldoni imitalo o copiane le procedure e i sistemi di valori dichiarati, come se bastasse). Attuando questa procedura senza alcun rispetto per l’identità e il carattere personale, ci ritroviamo un mare di persone che si comportano tutte nello stesso modo:stessi atteggiamenti, stesse frasi, stesse modalità, persone che si rubano reciprocamente idee e progetti; non si crea nulla di nuovo…

.Nessuno è perfetto, nemmeno le icone che ti mostrano ogni giorno in tv.

La modella taglia 16 che tanto invidii? Ha fame! Non dorme di notte e sogna le pizze.

Il guru sempre perfetto e felice? magari si sente solo!!!.

Il vincente che realizza tutto, è ovunque e dice che tutti possono farcela da soli? Magari ha un team di gente che lavora per lui gratis, è dipendente dal lavoro non può godersi un solo minuto di ferie senza sentirsi male.

Il coach che ti promette miliardi in tre settimane?Magari è ricco di famiglia, ha sposato la figlia del più ricco studio di commercialisti d’europa e non ha mai fatto i conti con le bollette…

TU non puoi sapere chi sono veramente i tuoi modelli!!!

Non voler essere nessun altro, dimentica l’idea di “modellare” qualcuno e modella te stesso secondo i tuoi valori.

Lascia andare il passato. non importa chi e come sei stato finora, cosa hai voluto finora, puoi cambiare, ora, adesso e diventare chi sei veramente. Unico, libero.

Giancarlo Rabericati

Insegnante ufficiale Louise Hay dal 1998 , Trainer, Counselor.

http://www.louisehayitalia.org http://www.studiocounseling.com gian@louisehayitalia.org

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