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Il Bypass spirituale

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14 Aprile Milano: respiro libero

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Avete mai fatto caso a come il respiro cambia insieme alle vostre emozioni? A come  un profondo respiro può allentare le vostra tensione o migliorare il vostro umore?

Il respiro è uno strumento potentissimo a sostegno del cambiamento individuale; utile nella meditazione, nello yoga, nelle pratiche di vigilanza e guarigione dei pensieri e delle emozioni.

Ecco a voi un breve video per parlarne insieme. Se volete imparare a usare la respirazione consapevole vi aspetto il 14 Aprile a Milano allo stage “Respiro Libero”

info a gian@louisehayitalia.org oppure al 3271428376 oppure sul sito http://www.studiocounseling.com

24 Marzo Corso L.Hay lasciar andare a Milano

Il 24 Marzo torna a Milano il corso L.Hay sul lasciar andare 🙂 un week end intensivo per liberarsi di idee limitanti, esperienze passate non superate, attaccamenti e rancori e ritrovare la libertà.

Se siete interessati info a gian@louisehayitalia.org oppure al 3271428376Louise Hay corso asciar andare 24 marzo

Ama te stesso – colori e numeri

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louise hay colori e numeriTorna a Milano il 20 Gennaio il corso Louise Hay Ama te stesso, colori e numeri tenuto da Giancarlo Rabericati.

Il corso :” Ama te stesso – pensieri colori e numeri per il cambiamento” è il seminario ideale per imparare il metodo Louise Hay partendo dalle basi, in modo più creativo e pratico. Nel corso di questo laboratorio impareremo i principi base del metodo Louise Hay, i suoi esercizi principali e impareremo ad accostarli a meditazioni quotidiane su misura per noi. Costruiremo un Calendario Personalizzato della Guarigione per l’anno a venire. L’uso della numerologia di base ci permetterà di creare un programma di lavoro su misura per noi e il colore ci permettera di rendere il nostro lavoro vivace e creativo sostenendoci con la sua energia sottile. II corso è teorico pratico: ad ogni argomento teorico della filosofia di Louise Hay verrà accostato un esercizio da poter ripetere a casa liberamente. Louise propose questo approccio nel libretto “colori e numeri” edito negli anni novanta per soli tre anni. L’idea di Louise Hay era di fornire un canale creativo, facile e ben organizzato, per adattare il suo percorso di crescita personale alla quotidianità di ciascuno. Alla fine del seminario ogni partecipante avrà un calendario di lavoro personale attraverso il quale poter portare avanti quotidianamente il proprio cambiamento con semplici ed efficaci esercizi. Non è richiesta alcuna formazione pregressa, la teoria e la pratica del metodo partiranno dalla base. Ricordiamo che questo non è un corso di medicina o psicologia e lavora sul piano emotivo, simbolico, sottile ed energetico. La quota è di 70 eu, il numero massimo di partecipanti è 20.

Per informazioni ed iscrizioni : gian@louisehayitalia.org oppure 3271428376

Sito web di riferimento http://www.louisehayitalia.org

 

“Ma quando vieni a fare il corso nel mio salotto?” e altre resistenze:-)

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luise hay paura 2Il cambiamento prevede delle resistenze: è normale che sia così. Quando vogliamo cambiare, per quanto motivati, si attiva anche una parte di noi che di questo cambiamento non vuole saperne. Ho pensato di scrivere questo articolo per ridere un pò insieme sulle resistenze che più spesso ci capita di mettere in moto. Ridere  o sorridere delle proprie paure è un’ottimo modo di farle diventare più piccole. Se qualcuno si sente “accusato” o si arrabbia leggendo questo articolo faccia i conti col proprio senso di inadeguatezza, con la paura del giudizio e con la frustrazione. A volte va bene anche che un articolo ci faccia arrabbiare se può servirci a metterci in moto. Anche questa è “guarigione”.

Le resistenze sono una parte di noi da benedire perchè il loro intento è di proteggerci dalle delusioni e dal dolore: fino ad oggi siamo sopravvissuti credendo ed agendo in un certo modo; Chi ci da la sicurezza che cambiando modo di agire, pensare e sentire la nostra vita migliorerà?

Certo la nostra vita finora magari non è stata poi così male o magari è stata  facile, magari è stata dolorosa, magari semplicemente poco soddisfacente o complicata ma cosa ci garantisce che se cambio modo di pensare, se faccio questo corso/seduta/sessione via skype/minicorso le cose cambieranno in meglio? e se fosse imbarazzante? e se fosse doloroso? e se non servisse a niente? Per questa preziosa funzione delle resistenze, siamo loro grati, abbracciamole, riconosciamole. Riconosciamo la paura dietro le scuse, il timore e la pigrizia dietro gli impedimenti.

a)”Non me la sento, è una sbattita, devo muovermi”: Viviamo in una società in cui tutto si è automatizzato ed è “a domicilio”, anche la spiritualità e la crescita personale. Abbiamo perso il concetto di fare un viaggio per lavorare su di noi, di fare una fatica per partecipare a “un rito” (c’è chi fa fatica ad andare a messa nella chiesa in fondo alla via o alla lezione di meditazione al centro yoga accanto). In molte culture, come quella indiana o giapponese o dei nativi americani o del sud america è normale dover “faticare per imparare”, il viaggio verso il curandero, il maestro di vita, lo sciamano fa parte della guarigione stessa , è visto come una prova, un test per verificare quanto si sia veramente motivati.
Negli ashram si attende ore in coda sotto il sole per pregare collettivamente, in capanna sudatoria puoi  aspettare ore sudando in 2 mq con altre dieci persone prima che tu possa avere il turno di dire la tua preghiera.
Quando cammini sul fuoco o sulle braci ardenti incominci ore ed ore prima a preparare la pira e fatichi ore per poi camminare 10 minuti.

Io non sono di certo un maestro di vita ne un guaritore , insegno semplicemente una disciplina ed aiuto le persone a fare qualche passo nel loro percorso di vita eppure ho sentito  e visto ogni genere di resistenza. Se vuoi andare da qualche parte nella vita devi muoverti e muoverti costa impegno e a volte fatica, che banalità vero? eppure pare che non sia un concetto cosi’ chiaro per la parte di noi che resiste.

b)”Quando vieni a farlo nella mia città?”louise Hay lontanto Quando ho voluto studiare con le tecniche di Jim Leonard, Sondra Ray, Louise Hay
ho  viaggiato come un matto per anni: Roma, Verona, Trieste, Aosta, Bologna, Nizza. Parigi, Torino facendo tre lavori per pagare tutto. Ho dormito spesso e volentieri in auto. Molti miei studenti vengono a Milano da Palermo, dalla Sardegna,da Aosta, da Trieste, da Parigi, dalla Slovenia, dal Trentino, alcuni si alzano alle 4 di mattina pur di venire, imparare e stare con il gruppo. Perchè loro credono che valga la pena. E Tu? lo credi? Perchè se no è inutile parlarne.

Prima di lamentarti della distanza domandati:”E’ veramente questo il problema? Nell’epoca di treni e aerei a 19.90 superveloci e degli alberghi a 40 euro è questo il problema? Se dovessi farmi una vacanza  a Sharm el Sheik sarebbe la distanza il problema? Se invece di andare a questo corso dovessi andare a fare una gita sarebbe veramente la distanza il problema? Ho visto spesso le stesse persone che ad ogni evento su FB ribattevano che non si teneva nella loro città, avere un impegno proprio il giorno in cui c’era un corso a 10 km da casa loro…la distanza non è il problema, la paura lo è.

c)”Non ho tempo. non è il momento” ……….”e quando pensi che lo avrai?” domando io. Non c’è un momento adatto per incominciare a guarire o a prendere consapevolezza, se non hai tempo ora per pensare a te stesso quando lo avrai? Meno ti stimi meno hai tempo per prenderti cura di te ma questa è una spirale discendente. Alla fine più aspetti  a lavorare su di te, meno hai stimaM meno consideri importante trovare del tempo per te, meno lo trovi..riconosci in questo un gatto che si mangia la coda? Louise Hay sostiene che quando si vuole cambiare basta semplicemente decidere, il come si troverà. 🙂

dare valore denarod)”Eh ma i soldi…” Il soldi non sono un problema, il valore che tu dai al tuo benessere e agli strumenti per ottenerlo lo è. Chi lavora con me da tempo sa bene che spesso raccolgo offerte e fondi per le borse di studio e che appena posso cerco di venire incontro agli studenti proponendo i corsi  a un prezzo etico. Eppure, “casualmente”, per alcuni questo non basta. Una volta nel 2013 con la mia assistente Anna abbiamo fatto un esperimento molto divertente: abbiamo raccolto i contatti di tutti coloro che sostenevano di avere un problema economico insormontabile; abbiamo trovato una sede gratuita e un gruppo di donatori che ha pagato le borse di studio, abbiamo proposto il corso a 10 euro (meno di una pizza), avvertendo tutti mesi prima; Delle 50 persone in elenco se ne sono presentate sette 🙂 Siamo ancora sicuri che sia SOLO un problema economico?

Quanto valore dai al tuo benessere? Nella tua scala di importanza  pesa di più e ha più valore la consapevolezza e nutrire lo spirito o altro?Il costo di una seduta via skype di due ore è pari a un trattamento estetico o una tinta dal parrucchiere per le signore, sono cifre che spendete facilmente per una serata in discoteca o una gita domenicale in due (tra benzina, casello e pranzo),un abito…
Ora io sono fortemente convinto che anche i trattamenti estetici siano “terapeutici” e aiutino a sentirsi meglio, anche le gite, anche le serate con gli amici e a me va bene che le persone scelgano di prendersi cura di sè come meglio credono. Solo affrontiamo con onestà il fatto che il tema non è il denaro o il “costo” ma come preferisci spenderlo, o investirlo, assumiti la responsabilità di fare una scelta invece di cercare di darla ad altri.:-)

e)”Qui hanno bisogno di me”..ne sono certo!adult-superman-halloween-costume Hanno bisogno di te sano, vivo, vegeto e funzionante. Ti sei mai accorto
che quando stai meglio aiuti meglio gli altri? Quando sei sereno sei più paziente? Potresti insegnare quello che hai imparato e trasmetterlo alle persone che “hanno bisogno di te”. Questa è una scusa sopratutto femminile perchè , ancora oggi, le donne sono chiamate a un “care giving” maggiore dell’uomo. Eppure a furia di dare a un certo punto tu non ci sei più, dare diventa un automatismo vuoto e poco efficace. Come pensi di educare i tuoi figli ad amarsi e prendersi cura di sè se tu stessa non sai capace di prenderti una giornata per stare meglio?

f)”Non sono dell’umore” e vuoi fare qualcosa per cambiarlo o vuoi tenertelo? Perchè se vuoi tenertelo a me va benissimo ,mi domando solo se nel momento in cui venisse a bussare l’uomo o la donna della tua vita li manderesti via perchè “non sei dell’umore”? . Ecco il lavoro su di sè è come l’appuntamento con la persona più importante del tuo mondo : TU. Sei sicuro di voler rimandare perchè non sei dell’umore?

Sono certo che tutti ci siamo ritrovati almeno in uno di questi punti,sorridiamo di noi stessi e delle nostre paure. accettiamole, amiamole, lasciamole andare. Buttiamo il cuore al di là dell’ostacolo e facciamo qualcosa per cambiare la nostra vita, veramente, senza aspettare che altri lo facciano per noi o che sia comodo o vicino.

un abbraccio

Giancarlo Rabericati
Formatore e insegnante Louise Hay dal 1998

contatti: gian@louisehayitalia.org  oppure 3271428376 da lun a ven dalle 11.00 alle 19.00

Crescita personale e falsi miti

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guidance-confusion-620x330_0La crescita personale è un percorso individuale. In questo percorso alla ricerca della consapevolezza, lungo una vita intera, possiamo incontrare tante discipline, tante filosofie e tanti “insegnanti”. Non è tutto oro però quello che luccica. Vediamo insieme alcuni “falsi miti” della crescita personale. Forse questo articolo potrà sembrarvi “pessimista” o negativo: semplicemente  l’oggetto della discussione è ciò che non va e non si vede, ciò che funziona lo vedete benissimo da soli 🙂

A)SE COSTA TANTO VALE TANTO. Chi l’ha detto? I prezzo  dei seminari, dei corsi, dei servizi viene stabilito da chi li eroga. Non necessariamente il prezzo attribuito ad un corso corrisponde al suo valore. Sono andato a corsi da 500 euro a giornata in cui l’oratore ha parlato, parlato, parlato e non ha detto nulla per 8 ore. In questo caso il prezzo del corso non ci dice nulla sul valore dei contenuti, ci dice però che l’insegnante ha un’ego smisurato ed è un pò avido. Il sapere è stato disponibile solo per un elite di ricchi per millenni, anche oggi e anche nella crescita personale e spirituale si vuole selezionare in base al reddito. Il reddito e la condizione socio economica non possono essere uno strumento di selezione validi.

B) SE VERAMENTE VUOI PUOI.  Ora buttati dal 5 piano e vola, cambia etnia con la fora di volontà, fatti togliere 100mila euro di debiti di equitalia senza pagarli, fatti amare da una persona anche se lei non ti vuole. “Se vuoi puoi” è una verità efficace nei parametri e nei limiti di un mondo fatto di materia come il nostro. La nostra volontà è sovrana nel nostro mondo e sulle nostre azioni ed emozioni. Dobbiamo ricordarci che la nostra volontà però incontra e a volte si scontra con quella degli altri, con le leggi della fisica o della matematica. Possiamo produrre cose meravigliose nella nostra vita ma a volte dobbiamo fare i conti con la frustrazione di non poter cambiare altre cose.:-) Di solito se vuoi puoi viene usato come “leveraggio”, per vendere beni e servizi. Ad esempio, il cliente dice: “mi piacerebbe venire al corso ma non riesco proprio” e il venditore: “se vuoi puoi, se non vieni è perchè non lo vuoi veramente”. Questa  non è crescita personale, ne comunicazione efficace; è  PNL per la manipolazione.

C)E’ UNA TUA PROIEZIONE. Se hai letto il mio articolo sulla de-responsabilizzazione sorriderai: Questo è proprio il genere di gioco che si gioca tra chi bazzica nel mondo della crescita personale per non affrontare le proprie responsabilità. Una variante “di lusso” del “non è responsabilità mia”. Ora, chiariamoci: certo è vero che tutti proiettiamo e che tutti interpretiamo la realtà a nostro modo ma se mi stai camminando sui piedi e ti dico di scendere non sto proiettando, è un dato oggettivo. Posso, proiettivamente, mal interpretare le intenzioni con cui l’hai fatto ma l’azione c’è stata. Se io lavoro 30 ore come da contratto per te e tu non mi paghi, non sto proiettando “il padre cattivo” su di te, non sto trovando uno sfogo il mio senso di ingiustizia pregressa; tu non stai agendo secondo le regole, è un dato oggettivo.

D) NON CI BADARE, PENSA POSITIVO E SE NE VA. Questo è tipico degli insegnanti di truepensiero positivo che hanno studiato poco. Il pensiero crea, ma la realtà fisica in cui viviamo ha maggiore densità, devi darti una mossa per risolvere le cose E continuare a mantenere il pensiero che tutto si risolverà. Quando ti trovi davanti persone che insegnano il pensiero positivo, il metodo Louise Hay, The secret etc con leggerezza e senza preparazione, avendo solo letto un libro o avendo comprato un diploma, le riconoscerai dal linguaggio  e dall’approccio “mondo di zucchero filato”. Vale a dire che con voce flautata sosterranno  che basta non badare ai problemi perchè spariscano, che il mondo è fatto SOLO  di cose fighissime e tutti sono buoni, simpatici e carini, e poi ci sono le nuvolette rosa, gli unicorni e gli arcobaleni. E’ fondamentalemente un atteggiamento di negazione ed evitamento tipico di chi non ha strumenti per processare la realtà. Questa incompetenza ha rovinato un sacco di persone che si sono viste invitare a ignorare i problemi per poi ritrovarseli davanti 100 volte più grossi mesi dopo. Sogna quanto vuoi, immagina, crea, ma perchè funzioni devi riconoscere la realtà ed i problemi oggettivi per come sono.

E)LE IDEE SONO DI TUTTI. Ah si? e come mai chi ripete spesso questa frase ha messo1_QDmiVq4FSSwisRa6YDJOzw copyright  su ogni singola riga dei suoi articoli? Le idee sono di tutti ma la fatica fatta per produrle, l’impegno, le ore di studio, i soldi investiti per imparare non lo sono, come non lo sono i riconoscimenti economici e non. Le idee possono essere fatte girare ma guadagnarci sopra o spacciarle per proprie omettendo il nome di chi le ha avute è di fatto un FURTO, non esiste altro nome. Non fatelo, non dico non fatelo con me, intendo non fatelo con nessuno. Se un’idea vi piace prendetela ma riconoscete il merito altrui con onestà. Negli ultimi dieci anni il mio blog ed il mio sito internet sono stati saccheggiati, chi non è competente prende dagli altri il lavoro fatto e  finito e lo chiama “ispirazione”, avrei potuto segnalare questi comportamenti ma “ciò che dai ti ritorna” non è un falso mito per cui non c’è stato alcun bisogno :-D.

F)PER FARE QUESTO “MESTIERE” BASTA ESSERE DEGLI APPASSIONATI. Dai!  Ho sempre detto io che i percorsi di studio non servivano a nulla e il praticantato ancora meno. Voglio dire: basta essere prevenuti! Chi non si farebbe fare un intervento a cuore aperto da una persona che non ha fatto medicina e che ha visto tutte le puntate di ER e ha l’atlante di anatomia in casa? e le centrali nucleari? Mica vorrai farle progettare da un ingegnere. Pare che pretendere la competenza sia poco democratico nella società in cui tutti devono fare tutto. La crescita personale e la spiritualità sono un mondo che richiede competenza, studio e preparazione costanti. Lavori con le persone e se sbagli pagano loro. Quando arriva una persona per parlare delle ragioni spirituali della sua sofferenza non puoi dargli la risposta che andrebbe bene a te, non puoi (e non devi) fare lo psicologo,  devi capire quali sono le sue ragioni e sostenerlo mentre trova il suo senso dell’esperienza. Quando insegni una tecnica devi trovare l’esercizio più adatto per lo studente, non puoi leggere il manuale e macchinetta.

Per questo vi invito a diffidare sempre dei corsi in cui vi certificano in poche ore o pochi giorni e di quelli in cui è automatico essere diplomati perchè paghi. Un conto è comprare la partecipazione a un corso per imparare  e ottenere un diploma, un conto è comprarsi un diploma e diventare un “esperto” in 5 gg.

G)IL GRUPPO FA LA FORZA: SIAMO UNA COMMUNITY/COMUNITA’/SPAZIO DI CONDIVISIONE.. Di solito quando si entra in certi giri ci sono passaggi specifici. Il primo è il love bombing: vieni letteralmente ricoperto di complimenti, poi c’è il controllo del linguaggio attraverso l’uso di termini specifici comprensibili solo ai membri del gruppo che hanno fatto i corsi, poi si passa all’isolamento dagli amici e dai membri della famiglia perchè “loro non ti capiscono”,  poi tocca alla struttura gerarchica: maestro illuminato altissimo, team leader,  vice del team etc, infine incomincia lo sfruttamento: per sentirti a tuo agio devi per forza frequentare le attività (a pagamento) e darti da fare aiutando (gratis). Benvenuti in una psicosetta. La crescita personale è un percorso individuale. E’ bello praticare con gli altri, è bello condividere e confrontarsi, sostenersi e “scazzare” ma non fatevi ingabbiare dal gruppo.

H)SE VERAMENTE SEI SPIRITUALE/consapevole NON TI ARRABBI MAI. Ecco HS2599incominciamo a dire che tutti si cerca di allenare lo spirito, guarirlo, farlo evolvere. Siamo tutti “spirituali” nel senso che una parte di noi è spirito ma siamo anche umani. Spesso e volentieri gli insegnanti stanno sul vostro stesso sentiero, solo un pò più avanti quindi possono dirvi quali saranno i prossimi pericoli che incontrerete ma a loro volta esplorano territori sconosciuti a loro stessi. Alcune delle persone più evolute si arrabbiano e tanto: si arrabbia il  Dalia Lama, si arrabbiava Gandhi, si arrabbiava Madre Teresa di Calcutta e persino Gesù mi pare non sia stato esente da questa emozione. Se personalità di questo livello si arrabbiavano direi che possiamo permettercelo anche noi. E’ cosa ne fai di questa rabbia che fa la differenza, come la esprimi, come la usi senza fartene usare.

I) SE VERAMENTE SEI SPIRITUALE/CONSAPEVOLE SEI SEMPRE GENTILE. Ma anche no, proprio. Preferisco essere vero che essere gentile. A volte abbiamo bisogno di parlare un linguaggio comprensibile per il nostro interlocutore.  A Volte abbiamo bisogno di essere incisivi per il suo bene. Se mio figlio palesa l’intenzione di infilare le dita nella presa una prima volta posso gentilmente dirgli che non è il caso ed è pericoloso ma se poi lo vedo mentre lo sta facendo forse un “Cavolo ti ho detto che non si fa! via di lì!” potrebbe salvargli la vita nonostante non sia gentile. Anche dire a uno studente: “questa tecnica non fa per te, prova a lavorare con quell’insegnante” non è gentile ma è onesto e dovuto quando ci si rende conto che lo studente ha bisogno di altro. 🙂

Eccoci qui in pochi, si fa per dire, punti  abbiamo condensato una certa quantità di falsi miti. Non sono di certo tutti ma almeno possono darvi un’idea di come muovermi meglio nel mondo meraviglioso, ricchissimo e vastissimo della crescita personale e spirituale. Una regola vale sempre: ASCOLTATEVI, cosa dice la vostra voce di questo insegnante? di questo metodo? di questo gruppo? di questo corso?

Giancarlo Rabericati
Formatore e insegnante Louise Hay dal 1998

 

La responsabilità personale e il potere di cambiare

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images (3)La responsabilità è il nucleo del cambiamento individuale e collettivo. Detta così sembra un pò complicata   eppure il meccanismo è molto semplice: se non accettiamo le responsabilità non possiamo sviluppare e manifestare alcun potere personale consapevole. Nella società moderna però si tende sempre di più a collettivizzare la responsabilità delle scelte e delle conseguenze. Sempre più spesso si sente dire: un pò per moda, un pò per sembrare buoni, un pò per fare i superiori: “Non è colpa sua, è colpa della società/ famiglia/ istituzioni/ collettività/ destino!

Questo pensiero, che può essere in parte condivisibile, va però osservato con più attenzione perchè se da un lato “pacifica” dall’altro indebolisce; Ora facciamo un esperimento e proviamo ad usare parole diverse: “Non è responsabilità sua, è responsabilità della società“. Ora riuscite a vedere la differenza? Esatto! Non si tratta più di trovare un colpevole da punire, ma di trovare chi ha prodotto il risultato attraverso una scelta. Questo può permetterci di riconoscere  senza timore le responsabilità di ognuno.

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Certamente nelle scelte personali di ciascuno incidono molti fattori, tra cui alcuni ambientali, che possono influenzare ; Certamente possono “succedere tragiche fatalità”; Certamente può darsi che da questa o quella esperienza si DEBBA passare e che veramente l’unica cosa in nostro potere sia decidere come reagire ad essa. Non possediamo sempre una consapevolezza così alta da comprendere i “percorsi dell’anima”. Molti di noi hanno vissuto contesti estremamente difficili, ma non tutti hanno fatto le stesse SCELTE e hanno prodotto le stesse conseguenze. Nessuno di noi ha “colpa” ma ciascuno di noi ha responsabilità. Il più delle volte la nostra vita è fatta di scelte e microscelte che sono del tutto in mano nostra.possiamo scegliere.

L’operazione di de-responsabilizzazione certamente toglie il peso di aver commesso un errore ma toglie anche la dignità di averci provato e sopratutto  toglie il potere di cambiare le coseSe infatti la persona non ha il potere di fare “succedere” le cose, come potrebbe mai avere il potere di cambiarle.

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Socialmente una persona deresponsabilizzata è come un bambino: è facile da manipolare, tanto, vadano come vadano le cose “non è mai responsabilità mia”. Ma sopratutto è una persona passiva, che non riflette, non prende decisioni, non fa scelte, non produce cambiamenti e non impara dalle proprie esperienze o da quelle altrui. Se vogliamo imparare dalle nostre esperienze, dobbiamo ammettere di aver fatto le scelte che le hanno prodotte.


Nella responsabilità quindi sta anche il nostro potere. 
Quando scegliamo di assumerci la responsabilità  delle nostre scelte, passate e presenti, e dei loro risultati,  riconosciamo di avere in mano il volante della nostra automobile / vita. Così possiamo diventare guidatori consapevoli: faremo errori comunque ma saremo più attenti alla guida e quando sbaglieremo cercheremo di imparare. Questo è uno dei pensieri più illuminanti di Louise Hay.  Pensiamo ai fatti di cronaca come alle nostre scelte passate. Veramente non  si poteva fare alcuna altra scelta? Veramente le persone coinvolte non hanno contribuito in alcun modo a questa situazione? Di fronte ai comportamenti autodistruttivi, alla violenza, ai gesti estremi, agli eccessi di fiducia, alla creduloneria, alle furbizie finite male, è sempre e solo “colpa” di qualcun altro, nessuna possibilità di scelta?

Potere-personaleRiconoscere la responsabilità ci ricorda che abbiamo il potere di scegliere e che anche gli altri hanno lo stesso potere. E’ incredibile il potere “terapeutico” che si nasconde nel riesaminare gli eventi della propria vita e domandarsi: potevo fare diversamente? come? che consapevolezza /strumento mi mancava  in quella situazione per fare una scelta diversa? l’ho sviluppato? posso svilupparlo? Quando incominciamo questo lavoro comprendiamo che nulla succede A NOI ma tutto succede(e lo facciamo succedere) PER NOI,  per la nostra consapevolezza.

Giancarlo Rabericati
Formatore, insegnante Louise Hay dal 1998

 

Louise Hay i miei 20 anni da insegnante

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Ci sono poche insegnanti che abbiano cambiato la mia vita come Louise Hay. Ho conosciuto la sua  tecnica nel 1996 attraverso gli articoli su una rivista new age dell’epoca. Fin dalle primissime letture ho sentito che questo metodo era in grado ci cambiare il mio stato emotivo. Ero un ragazzo di 22 anni e avevo già studiato yoga, buddismo, i primi principi di induismo, leggevo di Teosofia, Jung;  tutto era validissimo ma non riusciva a dare sollievo alle mie emozioni come le poche righe di Louise Hay che leggevo ogni mese. Comprai così “Puoi guarire la tua vita” Edizione Armenia e fu un grande amore, lo divorai e subito dopo mi buttai su “Il potere è in te”. Ogni giorno praticavo gli esercizi allo specchio, le affermazioni di Louise Hay e ascoltavo le meditazioni; qualcosa cambiava dentro di me ogni giorno: la rabbia cedeva il passo alla serenità, il pessimismo alla fiducia. Mi iscrissi così al primo corso Louise Hay “Ama te stesso Puoi guarire la tua vita” e qualcosa cambiò nel mio sistema. Fu l’inizio di un percorso inarrestabile: 10 corsi base, due avanzati, tutti i monotematici, le sessioni individuali, tutta la bibliografia possibile in due lingue e poi la  formazione insegnanti  nel 1998 che delineò la mia vita intera.  Oggi insegno il metodo L.Hay da 20 anni, la mia vita non è perfetta, non è esente dalle difficoltà umane, dai piccoli grandi sconforti, però posseggo una forza ed una fiducia impensabili quando incominciai. Ho imparato come amare, accogliere e lasciare andare le mie emozioni, come amare il mio corpo, ho imparato a vivere le relazioni con serenità, a lasciar andare. Per un “guerriero” come me, che non mollerebbe mai, imparare a lasciar andare ha significato la salvezza fisica e mentale. 

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In tutti questi anni ho perso il conto dei corsi, degli articoli, delle conferenze tenute in tutta Italia ma ricordo ancora le prime con tutta l’eccitazione che ne veniva, le nottate passate a viaggiare  dopo la conferenza per raggiungere la città e la sala conferenze successiva. Ho anche incominciato a dimenticare in parte i visi, un principio di prosopagnosia che ho accettato con amore, perchè anche se a volte non riconosco i visi dei miei studenti (e a volte neanche degli amici), non dimentico mai le loro storie e bastano poche parole per ricordarmi di loro. Nemmeno l’artrite mi ha fermato, ci metto solo di più ad alzarmi dal cuscino durante le lezioni, questa forza che nasce da dentro, è una forza amorevole che ti muove quando ami ciò che fai, è la forza di cui parla Louise e che ciascuno di noi può sviluppare.

Il metodo Louise Hay è molto più profondo di come sembra e negli anni ho potuto scoprirne i lati meno conosciuti e passarli ai miei studenti. L’importanza del non attaccamento, della fiducia nella giustizia della vita, del lasciarsi guidare, dell’amare anche le proprie ombre, i lati meno “fighi” di ciascuno di noi.

Ho scoperto anche che potevo tranquillamente ammettere i miei “difetti” senza che questo mi rendesse vulnerabile e che anche le emozioni più “tossiche” come la rabbia potevano essere trasformate in altro. Ho imparato che se qualcuno dice di no a una cosa che propongo non sta dicendo di no a me; Ho imparato che se qualcuno dice di no a me non posso farci nulla: non possiamo costringere gli altri ad amarci ma è importante non mettere una maschera per essere amati.

In 20 anni ho potuto vedere come le teorie di Louise Hay si sposano con moltissime altre tecniche: dal respiro consapevole del Rebirthing o di Vivation, al Reiki, dal Feng Shui alla comunicazione non violenta. Il metodo Louise Hay ti cambia, ti apre a nuove visioni, a nuovi orizzonti.

Quando Louise è mancata ho sentito qualcosa vacillare, negli anni l’avevo contattata sempre di meno però l’idea che fosse “sempre lì” mi dava sicurezza, con la sua dipartita ho imparato un’altra lezione: ho imparato a saltare senza rete.

Oggi non so cosa mi riserverà il futuro, magari altri 20 anni di insegnamento tra l’Italia e la Francia come faccio ora oppure aprirò un vivaio come ho spesso desiderato , non ha importanza, so che sicuramente l’Universo mi guiderà esattamente là dove devo arrivare per essere me stesso completamente. Quindi:”Grazie Louise Hay” dal cuore.

Giancarlo Rabericati- insegnante ufficiale Louise Hay dal 1998